
ChatGPT si apre al mondo: nasce l’era delle App integrate
Un nuovo capitolo per l’intelligenza artificiale (e per il turismo)
C’è un prima e un dopo anche nell’intelligenza artificiale. E il “dopo” è appena iniziato.
Con l’ultimo aggiornamento, OpenAI ha annunciato l’arrivo delle App all’interno di ChatGPT: uno spazio in cui l’AI non è più solo un assistente conversazionale, ma una piattaforma modulare capace di integrare strumenti, servizi e interfacce esterne. In altre parole, ChatGPT diventa un ecosistema di applicazioni intelligenti che si adatta alle esigenze dell’utente — dal viaggio alla gestione aziendale, dalla formazione al marketing.
Non è un semplice upgrade tecnologico: è una trasformazione culturale.
Perché cambia il modo in cui cerchiamo, interagiamo, prenotiamo, comunichiamo.
Uno scenario già dietro la nostra porta
Tra le App integrate che riguardano il Turismo, definite dalla stessa OpenAI, figurano partner pilota come Booking.com, Canva, Coursera, Figma, Expedia, Spotify e Zillow.
Una mossa che rafforza — e non di poco — la posizione dominante delle OTA nella raccolta delle prenotazioni, con Booking.com in prima linea.
Del resto, la notizia che una divisione di OpenAI fosse stata aperta all’interno degli uffici di Booking.com circolava già da mesi. Ed è chiaro che, con questo nuovo sviluppo, gli algoritmi potenziati dall’AI saranno ancora più incisivi nel determinare le scelte dell’utente.
Non dimentichiamolo: le prenotazioni che arrivano dalle OTA restano clienti delle OTA, non dell’hotel.
E con le nuove integrazioni, la posizione delle strutture sarà sempre più legata a tariffa, sconto, livello Genius e punteggio.
Uno scenario che è già dietro la nostra porta — e che, come consulenti, avevamo individuato da tempo. (Qui il mio articolo del 5 marzo 2025)
Adesso vi faccio una domanda.
Possiamo personalizzare i nostri profili delle OTA per ‘raccontare’ il nostro valore e la nostra ospitalità? No.
Chi lo può fare? Solo gli ospiti attraverso le recensioni. Le nostre risposte alle recensioni (quanti di voi lo fanno?) sono davvero importanti e più importante è cosa scriviamo. La risposta deve essere pensata principalmente non per chi ha scritto ma soprattutto per gli ospiti futuri che ci leggeranno, e adesso aggiungiamo: per farla leggere agli LLM che si addestreranno per fornire la giusta risposta nei sistemi di applicazioni intelligenti.
Da questo è nata la nostra idea del primo Hub operativo pensato per il turismo: Minerva.
Uno strumento che i nostri clienti utilizzano già da un anno e che consente di integrare risposte intelligenti alle recensioni, post social per allenare le AI e rafforzare la presenza della struttura, newsletter personalizzate — tutto addestrato e misurato sulla singola realtà ricettiva che lo utilizza.
Un esempio concreto di come l’AI, se guidata con visione, possa diventare non solo un supporto tecnologico, ma un vero alleato strategico dell’ospitalità.
Ma attenzione non è mia intenzione dispensare “panacee”.
Dobbiamo accettare che il paradigma è cambiato: Dalla ricerca alla relazione
In questo scenario, la sfida non è solo tecnologica, ma strategica.
Se i motori di ricerca tradizionali ci mostravano risultati, le AI conversazionali ci offrono relazioni: risposte che nascono dal contesto, dalla memoria delle interazioni, dall’apprendimento continuo degli algoritmi che influenzano le scelte dell’utente.
Per chi lavora nel turismo, significa che la visibilità online non si gioca più solo sul SEO o sulla pubblicità, ma sulla qualità e coerenza dei dati e delle esperienze condivise. In soldoni questo si traduce: costruire qualità e valore intorno al nostro Brand con tutti gli strumenti necessari.
Essere “scelti” da un’AI generativa — quella che proporrà la tua struttura come risposta ideale a un viaggiatore — diventa il nuovo obiettivo.
Verso un turismo aumentato
Non si tratta di sostituire il tocco umano, ma di amplificarlo.
L’AI, se ben addestrata, può liberare tempo prezioso, ridurre errori, migliorare la personalizzazione e — soprattutto — permettere agli operatori di tornare al cuore dell’ospitalità: la relazione.
È l’inizio di un turismo “aumentato”: non più dominato dalla corsa alla visibilità, ma dalla capacità di costruire esperienze memorabili e dati intelligenti.
Sono proprio queste le motivazioni che ci hanno spinti, insieme a TeamMoto, a ideare e organizzare il roadshow “Hospitality Vision – 2025”, un percorso di incontri in Veneto dedicato agli albergatori e agli operatori turistici che vogliono comprendere e affrontare in modo consapevole questo nuovo scenario.
L’obiettivo è offrire un quadro completo di ciò che sta cambiando, dalle nuove logiche dell’intelligenza artificiale applicata al turismo fino alle strategie di marketing, revenue e comunicazione, crescita e valorizzazione del Team, che renderanno le strutture più competitive nei prossimi anni.
È un progetto pensato per accompagnare il settore verso una nuova consapevolezza, dove la tecnologia non sostituisce l’ospitalità, ma la amplifica.
Tutti i dettagli con il programma e le prossime tappe del roadshow sono disponibili su hospitalityvision.it.